Supervisione in psicologia

Supervisione

Supervisione in psicologia

Si potrebbe dire che tutti avrebbero bisogno della possibilità di sfogarsi per quanto riguarda tutto lo stress e la tensione che si caricano a lavoro. A maggior ragione quando si tratta di professioni d’aiuto: medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali e tutto quello che ruota intorno all’avere a che fare con la sofferenza delle persone.
In posti illuminati questo viene fatto attraverso dei gruppi di supervisione. In questi gruppi si ritrovano tutti gli addetti ai lavori per un paio d’ore, seguiti da un facilitatore. L’idea è quella di parlare di quello che succede a lavoro o se ci sono stati dei casi molto difficili.

Supervisione e supervisore

A livello del singolo operatore soltanto lo Psicologo si dota di un supervisore, ovvero di un esperto del suo campo che possa permettergli di scaricare tutto quello che “carica” durante il suo lavoro quotidiano. Oltre a questo, il supervisore permette una visione esterna, ed esperta, su casi complessi.
La figura del supervisore non è obbligatoria, infatti sono pochi coloro che permettono ad altri di “giudicare” il loro lavoro. Tra l’altro il lavoro del supervisore ha poco a che fare col giudizio ma con una corretta valutazione del lavoro svolto, oltre all’importantissima componente emotiva.
Andare in supervisione è quindi la possibilità di liberarsi di tutto questo, per poter continuare a svolgere al meglio il proprio lavoro. Spesso è una discriminante per capire se il proprio Terapeuta è un buon professionista oppure no, perché sa riconoscere i suoi limiti.

 

Credits: Photo by Ankush Minda on Unsplash