L’inizio del viaggio

inizio del viaggio

L’inizio del viaggio

Finalmente, comincio. È l’inizio del viaggio: questo blog, questo sito, una pagina personale. Sono rimasti a galleggiare nella mia mente per anni, senza sapere come costruirle e, cosa più importante, cosa scrivere.

Gli argomenti di questo blog

Pensavo che avrei potuto parlare di psicologia, del mio lavoro, della mia vita, tutte cose che chiunque potrebbe pensare quando si trova ad aprire una pagina, a cominciare un percorso del genere, e in effetti questo potrebbe essere il modo giusto per iniziare e continuare.
Ci saranno abbastanza persone interessate in quello che scrivo? Dirò cose utili, o banalità, di quelle che chiunque trova subito quando cerca “psicologia” su qualsiasi motore di ricerca? Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto differenziarmi in qualcosa, non solo nelle cose che scrivo ma anche nel modo in cui lo faccio.

Questo è un blog. Una pagina professionale, non personale. Qualche volta la mia vita traspirerà da queste righe, perché penso che un professionista in questo settore debba essere prima di tutto, e soprattutto, una persona. Parlerò della mia professione, delle risposte che posso dare, degli articoli che mi piace condividere, ma anche delle critiche rivolte a questa stessa professione e ogni cosa collegata a questo. Non sono un polemico, ma penso che questa professione non stia facendo molto rispetto a quello che potrebbe fare, non stia servendo una reale causa dietro le sue azioni, non pensi alle persone prima che ai soldi.

La psicologia non è una scienza, e lo scriverò ancora e ancora. Ogni cosa che la psicologia può dire è un’indicazione, e non un dogma. Le neuroscienze sono una scienza, ma ci dicono poco delle persone con cui ci confrontiamo nel quotidiano. Ci dice molto sugli esseri umani come specie, e non è poco, ma qui, su questo blog, parlerò del lato clinico dell’universo della psicologia, come per esempio il fatto di non essere una scienza, e proverò a costruire qualcosa di migliore dai pezzi che verranno fuori da questa “de-costruzione”.

Essendo interessato alla sociologia e alla bioetica mi confronterò anche con questi argomenti. E, devo sottolinearlo, qualsiasi cosa scritta qua (con l’eccezione dei riferimenti, ovvio) sarà la mia personale opinione, e solo quella. Ho dietro di me più di dieci anni di studi, diversi anni di pratica e molti interessi nei più svariati argomenti, controllo le mie fonti e ragiono sui fatti, quindi credo che la mia opinione debba essere considerata informata, e non casuale. Credo che chiunque abbia il diritto di avere un’opinione e di condividerla, ma credo anche che nessuna opinione debba essere considerata in modo elevato, o utile, soltanto perché è un’opinione.

Non lascerò la possibilità di scrivere commenti su queste pagine perché si tratta di un sito professionale, e non di un forum.

Serietà a parte, seguo il motto “Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai mai vivo”. Questo blog sarà, è probabile, pieno di ironia e sarcasmo, non insensata ma sempre con una buona dose di logica dietro. Ci sono fin troppe persone, spesso professionisti, che pensano che questo lavoro debba essere serio perché si parla della sofferenza delle persone.

Certo, è vero, ma possiamo almeno cercare di parlarne in un modo più leggero quando siamo su un forum, su un blog, o da qualsiasi altra parte, con l’ovvia eccezione della seduta col paziente? Questa serietà che la nostra professione ha creato intorno a se stessa è davvero necessaria? O è soltanto una delle numerose difese che ci costruiamo contro quello di cui stiamo parlando? Cercherò quindi di creare un’atmosfera più leggera, quando posso, e sono dispiaciuto se questo offenderà qualcuno. Ma credo molto nel potere dell’ironia, l’auto ironia più di tutte, essendo, anche per la teoria psicodinamica, la nostra difesa più potente e matura.

Quindi godetevi questo spazio, come io farò sicuramente.

 

Credits: Photo by ASHLEY EDWARDS on Unsplash