La Salute Mentale durante il Coronavirus

Salute Mentale e Coronavirus

La Salute Mentale durante il Coronavirus

La Salute Mentale durante questa situazione dovuta al Coronavirus è di fondamentale importanza, seconda soltanto alla salute fisica ma che riguarda un totale di persone ben più ampio di coloro che sono stati colpiti direttamente dal virus. Cerchiamo di capire bene cosa significa tutto questo e le migliori strategie per affrontare la situazione. E’ utile anche dare un’occhiata al materiale fornito dall’Ordine degli Psicologi Italiani, per farlo clicca qui.

Individuazione e Normalizzazione

Torniamo a parlare di Ansia dato che si tratta sicuramente della principale conseguenza, per la Salute Mentale, di questa situazione. L’ansia si distingue dalla paura, che è un’emozione perfettamente normale e naturale, per il fatto che manca uno stimolo pauroso. L’ansia, quindi, è la paura di qualcosa che, a cose normali, non fa paura; una sorta di “esagerazione patologica” della reazione emotiva a uno stimolo più o meno neutro. Se ci troviamo, per esempio, di fronte a un orso arrabbiato la reazione di paura è assolutamente normale, e anzi ci è indispensabile per sopravvivere. Di contro, se ci troviamo di fronte a un appendiabiti e questo ci provoca la stessa reazione dell’orso allora si sta parlando di ansia.
In questo caso la paura per tutto quello che sta succedendo è assolutamente normale. Non si parla di ansia se si ha paura di venire contagiati dal virus, non si parla di OCD se vogliamo pulire e disinfettare tutto. Questo perché è la situazione che stiamo vivendo adesso che è estremamente unica e, purtroppo, è normale che faccia paura.

Chiaro, esiste un limite, anche se la sua posizione è stata spostata un po’ più in alto del consueto. Avere paura di uscire di casa o incontrare delle persone è piuttosto lecito, e anzi ci obbliga a pensare molto bene a cosa stiamo facendo. Ma se questa paura ci paralizza e ci impedisce di vivere serenamente il quotidiano allora stiamo comunque parlando di ansia come patologia. In quel caso deve avere le dovute attenzioni ed essere trattata nel modo migliore possibile. Lo stesso vale per qualsiasi altra supposta patologia, come per esempio la depressione. Una certa quantità di questa patologia è purtroppo normale in casi come questo, ma se ciò dovesse peggiorare drasticamente la nostra qualità di vita allora è il caso di prestarci attenzione.

Burnout

Le professioni sanitarie prima di tutto e in seguito tutte le professioni e i mestieri che in questa emergenza sono costretti a lavorare sono a rischio di burnout. Il burnout è letteralmente un esaurimento, come un fiammifero che brucia, delle nostre energie e della nostra capacità di far fronte alla situazione. In questo momento centinaia di migliaia di persone sono sotto pesantissimo stress, è la situazione di emergenza che lo sta imponendo. Ed è vero che in questo momento è molto difficile distinguere tra quando ce la possiamo ancora fare e quando non ce la facciamo più. A tutte queste persone sono richiesti sforzi oltre il limite delle normali capacità. Grazie alla tecnologia è possibile gestire nell’immediato la nostra mancanza di energie mentali prima di arrivare al burnout grazie alla figura dello Psicologo Online. Ricordate che è sempre utile mantenere, sempre a distanza telematica, i contatti sociali con amici e parenti di qualsiasi tipo per cercare di far fronte insieme alle difficoltà.

Oltre a questo è indispensabile che chiunque abbia dovuto richiedere maggiori sforzi mentali a se stesso pensi a un check up da un professionista della salute mentale quando sarà finito tutto questo o anche subito. Basta molto poco, a volte anche una sola sessione, per vedere se va tutto bene o forse dobbiamo trovare il modo di scaricare tutta la tensione accumulata. Ognuno è sensibile a suo modo e spesso non siamo in grado di rendercene conto da soli.

L’importanza di mantenere una Routine

Le nostre abitudini sono state tutte sconvolte, per un motivo o per un altro, dal covid19. E’ normale un periodo di aggiustamento a queste nuove abitudini ma è necessario forzarsi il più possibile dentro nuove routine. Se prima si faceva attività fisica fuori, trovare il modo di farla dentro casa. Se si aveva una vita molto sociale chiamare e farsi chiamare, al telefono o in videochiamata, il più possibile. Si avevano passioni e hobby fuori casa? Cercare il più possibile di ricrearli all’interno. Il lavoro era molto importante? Allora dedicarsi attivamente a qualcosa: studio, formazione, sviluppo di nuovi interessi e, perché no, cercare alternative come l’artigianato o i servizi online. Leggere libri, scrivere un diario, dedicarsi alla meditazione sono soltanto alcune tra le miriadi di possibilità che abbiamo in casa. Senza una routine, senza le gratificazioni che avevamo prima, rischiamo di portarci verso uno spengimento graduale e, nei casi più gravi, verso la depressione.

Internet è pieno di stimoli di qualsiasi tipo, usatelo.

Trarre il positivo dal negativo

La situazione è devastante per molti ma è vero che quando arriva una crisi alcune persone riescono a cogliervi l’opportunità invece di farsi abbattere. Questo significa che ciò è spesso possibile. Forse c’è stata una perdita del lavoro, e in una situazione come questa è sicuramente un evento tragico. Magari però è la volta buona per reinventarsi, forse anche nel lavoro che abbiamo sempre sognato. E’ vero che non possiamo uscire se non per estrema necessità, ma è anche vero che spesso trascuriamo la nostra casa perché è il posto dove passiamo meno tempo attivo. Pulizie e piccoli lavori di ristrutturazione faranno bene sia allo spirito che al corpo. Forse possiamo coltivare meglio quelle relazioni che nella quotidianità non riusciamo sempre a valorizzare, come per esempio il rapporto col partner o coi figli. Raramente (e per fortuna) ci capiterà ancora un’occasione così lunga per dare una spolverata a vecchi rapporti e trasformarli sotto una nuova luce

Il Lutto

Molte, troppe persone hanno perso i loro cari in situazioni drammatiche. A questo si aggiunge il fatto che non è stato possibile vederli negli ultimi giorni, né provvedere a un funerale. Nel momento del lutto il funerale stesso ha un’importanza cruciale per vari motivi, un rituale fondamentale. Al netto delle possibili credenze religiose di ciascuno, che avranno una legittima conclusione una volta che sarà finito tutto questo, è possibile fare molto anche ora. L’addio ai propri cari è qualcosa che possiamo fare comunque in noi stessi o grazie alla presenza delle persone vicine, ricordando com’era in vita e ripercorrendo gli eventi passati insieme. Lasciando quindi andare la persona scomparsa nonostante tutto quello che sta succedendo, ma pur sempre mantenendola viva dentro di noi.

Il rituale del funerale ha il vantaggio di “standardizzare” la procedura: si sa cosa fare e come farlo, e questo concede estrema sicurezza. In casi del genere questa sicurezza viene a mancare ma questo non deve essere un ostacolo. Sta quindi alla libertà di ciascuno dedicarsi, come meglio crede, a questo importante rituale di passaggio.

 

 

Credits: Photo by CDC on Unsplash