Falsi psicologi e come scovarli

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Falsi psicologi e come scovarli

Ho già spiegato altrove come assicurarsi di non imbatterci in falsi psicologi e come verificare che la persona alla quale ci stiamo rivolgendo sia veramente chi dice di essere. Ma ripetere aiuta, quindi metto qua in chiaro il link al sito del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) dove basta inserire qualsiasi dato per trovare la persona che si sta cercando.

Falsi psicologi: una legge ci difende da loro

Dal sito CNOP è possibile visualizzare le pagine personali, nonché andare sui singoli siti degli ordini regionali. Per ogni nome che trovate c’è la voce “note”, che indica, per esempio, se l’iscritto è stato sospeso per qualche motivo. Molto importante è il fatto che, se non trovate il nome in questo elenco, significa che quella persona non è uno Psicologo. All’interno dei siti regionali è possibile anche verificare se lo Psicologo in questione è anche Psicoterapeuta o no, distinzione piuttosto importante.

Per andare un po’ sul sistema burocratico cercherò di fare chiarezza su alcune cose importanti. Data la confusione generale che c’è a riguardo, certe informazioni non si ripetono mai abbastanza.

Le figure di Psicologo e Psicoterapeuta sono sancite dalla legge 56/1989, la legge che, di fatto, ha creato l’Ordine degli Psicologi.

Qui, la legge per intero. In particolare nell’articolo 1 si legge:

“La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.”

Il resto è piuttosto burocratichese, ma può essere importante per chi volesse avere informazioni aggiuntive.
La parte fondamentale riguarda il fatto che la professione di psicologo è quella che si occupa di “prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico” rivolte a diverse figure. Per definizione di legge, e sostenuta dalla legge sull’abuso di professione (articolo 348 del Codice Penale Italiano), chiunque si occupa di un ambito già previsto all’interno di una professione sancita dallo Stato commette un illecito ed è, quindi, punibile a norma di legge, anche col carcere.
Quindi non soltanto, facendosi passare per una persona che può occuparsi di determinate problematiche, si compie una scorrettezza nei confronti dell’utenza, ma anche un reato penale.

Psicologi, counselor, life coach

È il caso, per esempio, dei counselor e di tutte quelle pseudo professioni (life coach e simili) che pensano di potersi occupare di tutte quelle questioni riportate dall’articolo 1 della legge 56/89 e che sono esclusiva competenza dello Psicologo.
C’è da sottolineare che si tratta di mode provenienti da paesi dove queste pseudo professioni hanno una loro totale dignità e che vengono tradotte in malo modo. Nei paesi anglosassoni, per esempio, il counselor è una professione regolamentata e che si occupa di sostegno psicologico in diversi ambiti.
Lo Psicologo, in quei paesi, svolge altri tipi di attività, ed è quindi lecito che ci siano due professioni differenti.

Ma in Italia le due professioni sono unite in una, lo Psicologo, il quale è l’unico a poter svolgere tali attività. Per ovvi motivi i counselor (che non siano anche Psicologi) non sono iscritti all’Albo degli Psicologi e c’è una forte diatriba tra le due professioni perché le leggi, a parere di alcuni, non sono chiare. L’ovvia realtà è che il lavoro dei counselor è meno retribuito e quindi anche in alcune Aziende Sanitarie si preferisce fare concorsi per counselor perché “costano meno”, questo al netto dell’ignoranza che sta dietro un concorso del genere. Nonostante ciò c’è da stare comunque molto attenti: il lavoro del counselor in Italia non è una professione riconosciuta dallo Stato. Chiunque in qualsiasi momento può spacciarsi come counselor senza alcun problema e senza richiedere alcun tipo di certificazione, cosa che viene comunque data, anche in caso di counselor “ufficiali”, da scuole non riconosciute dallo Stato.

In questo post non si vuole fare alcun tipo di lotta a nessuno. Fosse per me i counselor sarebbero integrati nel corso di laurea breve in Psicologia, ma così non è. Quindi è doveroso informarsi e fare molta attenzione. Quando vi rivolgete a qualcuno quindi cercate di avere bene in mente il tipo di professionista che state cercando. In caso di invio (per esempio dal medico di famiglia) verificate sempre l’identità e la professione.

Un ottimo interrogativo

È necessaria un’ulteriore nota: se queste professioni sono illegali, perché sono così diffuse? La risposta è duplice.
Prima di tutto, per reati del genere, ci si può muovere solo in seguito a denuncia, non si può procedere d’ufficio. Quindi ci vuole che qualcuno abbia le prove che una determinata persona svolga attività di un certo tipo in modo illegale. Sui quotidiani sono comparse qualche volta notizie del genere.

Per secondo, c’è da dire che i counselor continuano a esistere perché qualcuno ci guadagna. E, strano a dirsi, chi ci guadagna sono proprio le stesse persone che dovrebbero combattere il fenomeno. Le scuole di counseling sono gestite di solito da psicologi che quindi guadagnano sulle rette che richiedono agli studenti. Molto spesso queste persone sono agganciate in qualche modo o fanno addirittura parte dei consigli regionali o nazionali dell’Ordine degli Psicologi. Viene da sé il conflitto d’interesse automatico, e il motivo per cui non denunciano i propri studenti.
Da sottolineare il fatto che anche questi psicologi, che insegnano a counselor, compiono un illecito, anche se soltanto all’interno dell’Ordine stesso.

È fatto divieto, infatti, nell’articolo 21 del Codice Deontologico degli Psicologi:

“L’insegnamento dell’uso di strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione di psicologo a persone estranee alla professione stessa costituisce violazione deontologica grave”.

I counselor sono persone estranee alla professione degli psicologi per molti motivi. Ma, come già detto, gli psicologi che insegnano ai counselor spesso sono quelli che poi dovrebbero decidere sulle eventuali punizioni rivolte a loro stessi e di conseguenza il fenomeno dilaga.

 

Credits: Photo by John Noonan on Unsplash