Ernest Becker: Il Rifiuto della Morte

Ernest Becker rifiuto della morte

Ernest Becker: Il Rifiuto della Morte

Continuo la rubrica dei consigli di lettura con un libro che mi ha colpito profondamente: “Il Rifiuto della Morte” di Ernest Becker.

Il Rifiuto della Morte, ovvero come riusciamo ad andare avanti lo stesso

In questo libro del 1973, vincitore del premio Pulitzer, l’autore ci porta una profonda e attenta analisi dell’essere umano e del suo rapporto con la morte. Cercare di capire e, in un certo senso, sconfiggere la morte è uno dei temi più grandi dell’umanità, se non addirittura il principale. Tale tema è anche al centro di tutte le nostre paure perché rappresenta l’interrogativo ultimo, insolubile per molti. L’essere umano quindi passa il suo tempo a distrarsi dal pensiero della morte e si crea sistemi atti a spiegare in qualche modo tale inevitabile evento. Le religioni, per esempio, nascono primariamente per spiegare come funzionano le cose che non conosciamo e quindi tentare di “controllarle”. Il classico esempio è il tentativo di ingraziarsi il dio dei fulmini, o quello delle messi, per averne immediati vantaggi.

L’ignoto dietro la morte, la paura di tale concetto e la sofferenza che pensiamo accompagni il tutto sono pensieri che l’essere umano digerisce con difficoltà. E’ molto più semplice convincersi di comode possibilità, come quelle che offrono le varie religioni, piuttosto che cercare di indagare un reame che ad oggi rimane imperscrutabile. Vengono fuori allora metodi per concedersi una immortalità simbolica, dato che quella fisica è impossibile. Tali metodi rappresentano per esempio l’accumulo di potere, il tentativo di essere ricordati e quindi lasciare un’impronta, oppure il più semplice ovvero rimanere vivi nei nostri cari. La riproduzione è il metodo classico, il vivere attraverso i propri figli, spinto anche dalla morte stessa.

C’è da considerare che la maggior parte delle persone, forse fortunatamente, non si rende conto che tali domande albergano comunque nella loro psiche. Se tale “buona ignoranza” spesso rappresenta un vantaggio a volte ci rende anche inermi di fronte agli eventi che ci sbattono in faccia tale realtà. Non è un caso che il primo attacco di panico venga descritto come “la caduta di un velo”, o il rendersi conto della propria mortalità a cui prima non si faceva caso. La persona che subisce una cosa del genere dovrà quindi accettare la sua mortalità, processo tutt’altro che semplice, ma a quel punto obbligatorio.

Chi era Ernest Becker?

Ernest Becker era un antropologo e scrittore americano. Ha basato i suoi scritti su autori molto importanti della Psicologie e della Filosofia moderni, autori che sono stati importantissimi anche per me. Tra questi l’ovvio Sigmund Freud ma anche Otto Rank e Soren Kierkegaard. L’autore, con questo libro, porta l’attenzione su di un concetto fino ad allora poco esplorato. Nonostante il premio vinto le sue conclusioni rimangono poco studiate, almeno in Italia, pur avendo generato grandi ripercussioni nella teoria.
Ernest Becker scompare purtroppo molto giovane, ad appena 49 anni.

 

 

Credits: Photo by Alfons Morales on Unsplash