Anoressia e bulimia, cosa sono e come affrontare i disturbi dell’alimentazione

Disturbi dell'alimentazione

Anoressia e bulimia, cosa sono e come affrontare i disturbi dell’alimentazione

Nelle ultime decadi, i disturbi dell’alimentazione stanno diventando sempre più frequenti soprattutto tra gli adolescenti. Il centro di questi disturbi è il rapporto con il cibo: che sia totalmente controllato o con restrizioni, con abbuffate e sensi di colpa, la necessità di controllo è uno dei punti focali di questo tipo di disturbi. Qualche volta c’è il bisogno di ribellarsi contro genitori rigidi pensando di avere almeno qualcosa su cui abbiamo il controllo, il nostro corpo; altre volte è il bisogno di apparire ed essere apprezzati che porta qualcuno ai limiti della morte stessa; altre volte ancora è l’incapacità di controllare i nostri istinti. Ma le ragioni, alla fine, possono essere molteplici e sempre soggettive.

È la società la vera causa dei disturbi dell’alimentazione?

Spesso accusiamo la società di spingere gli adolescenti verso questo o quel disturbo. Questa volta accusiamo la moda di assumere soltanto modelle troppo magre e quindi spostando l’idea di donna verso un limite. La società fa sempre leva sulle nostre debolezze, e dovrebbe essere imperativo lavorare verso una soluzione a questi buchi nelle nostre difese, o almeno sapere che esistono. Come per la maggior parte delle altre problematiche, i disturbi dell’alimentazione sono spesso nascosti o trascurati, e sono una delle classi più pericolose di disturbi, perché possono portare a danni permanenti, o anche morte, se non trattati per diverso tempo. Il trattamento può essere difficile se il paziente viene spinto a fare terapia, ovvero non si rende conto da solo del problema. Se le radici del problema sono all’interno della famiglia in cui vive questo complica ancora di più le cose. In questa situazione una terapia familiare dovrebbe essere considerata.

Come trattare questa tipologia di disturbi

I disturbi dell’alimentazione, come per ogni altro disturbo, sono la nostra personale difesa verso qualcosa che ci sta facendo male, o che ci ha fatto male in passato e ormai ne abbiamo fatto un’abitudine, o è diventata una dipendenza. Essendo una difesa sappiamo che ci deve essere qualcosa dalla quale ci sentiamo attaccati, e quella è la radice che dobbiamo trovare, prima di qualsiasi altra cosa. Rinforzare le risorse del paziente, quindi eliminando le debolezze o comunque diminuendo il loro effetto, è una strategia parallela consigliata. I farmaci non sono sempre consigliati, ma qualche volta possono aiutare se il disturbo dell’alimentazione è una risposta diretta a grandi ansie o depressione. Qualche volte un ricovero è indispensabile, spesso diretto dal medico di famiglia, ma raramente questo risolve definitivamente il problema, quindi un continuo follow-up è consigliato in questi casi.

 

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