A cosa ci si riferisce con “Sindrome dell’impostore”?

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A cosa ci si riferisce con “Sindrome dell’impostore”?

La Sindrome dell’Impostore non è una vera e propria malattia o disagio psichico, ma un insieme di comportamenti che possono portare a sofferenza. Vediamo insieme di che cosa si tratta e perché sembra così comune

Sindrome dell’Impostore: di cosa si tratta?

La Sindrome dell’Impostore è l’incapacità di godere dei propri successi e delle proprie conquiste. Questo avviene quando pensiamo che altro abbia influito su tali successi, come la fortuna o gli errori di valutazione degli altri. In parole povere: non siamo stati noi bravi, ma qualcos’altro ha garantito che apparissimo tali. Qualsiasi sia la causa comunque non è merito nostro, non ci meritiamo gli elogi che abbiamo ricevuto o i risultati ottenuti. Ci sentiamo finti o falsi, una persona che ha “barato” per avere qualcosa.

Nè il DSM nè l’ICD classificano tale sindrome tra i disturbi del mentale, anche se molte caratteristiche sono perfettamente riconoscibili. L’ansia, la depressione e una bassa autostima sono spesso presenti quando si parla di Sindrome dell’Impostore. Il fatto che non appartenga ai disturbi “ufficiali” non rende questa sindrome piacevole da avere, anzi. Una possibile causa di questa esclusione è che non porta direttamente a sofferenza, pur limitando il piacere dall’altra parte. Ulteriori studi, a mio avviso, modificheranno questa versione ufficiale.

All’apparenza è molto comune proprio come la bassa autostima, per motivi che riguardano la società in cui viviamo. Data la sempre minore importanza attribuita alla persona quanto piuttosto ai suoi successi è normale che l’autostima cali di conseguenza. “Io valgo se ho successo, altrimenti non valgo” è una frase piuttosto comune, almeno sotto forma di pensiero, conscio o inconscio che sia. Gli effetti di un pensiero del genere sono facilmente intuibili, la Sindrome dell’Impostore è soltanto uno di questi.

Come possiamo affrontarla?

Ci sono molte ipotesi sull’origine di tale sindrome ma ancora c’è poco riguardo al trattamento. Sicuramente l’autostima ha un ruolo molto importante e sarebbe utile concentrarsi prima di tutto su quel fronte. L’ansia e la depressione sono spesso conseguenze della bassa autostima e, pur facendo parte del quadro della sindrome, possono essere affrontate come fattori secondari.

E’ evidente che un percorso psicoterapeutico sia la cosa migliore ma ci sono molte altre cose che è possibile fare. Tra queste c’è la possibilità di imparare a riconoscere i propri meriti e farsi aiutare da qualcuno di vicino della valutazione delle proprie capacità. Il percorso terapeutico, ad ogni modo, non sarebbe particolarmente lungo ma dovrebbe comunque prendere in considerazione molti fattori, come le relazioni in famiglia e i primi anni di vita.

 

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